venerdì 2 novembre 2007

Lo chiamavano Rebeldia

E' un centro sociale...è uno spazio aperto a tutti...offre ospitalità e appoggio a tantissime associazioni che operano nel sociale, tra cui EMERGENCY PISA, AFRICA INSIEME e GAS (Gruppo di Acquisto Solidale)... ha ospitato l'ultima edizione dell' "HACKMEETING", il grande raduno italiano di hacker informatici che si batte per una rete piu' libera e per la diffusione di softwares di pubblico dominio...e il grande e ambizioso "PROGETTO REBELDIA", e il comune lo vuole sgomberare per costruire al suo posto un centro commerciale e un terminale degli autobus (l'attuale terminale si trova a meno di 60 metri dal centro sociale, ndr)..
Riporto qui di seguito una breve intervista a D.D., uno dei tanti giovani attivisti facenti parte di questo progetto:

G.S.: Presenta il centro sociale e le attività che vi vengono
regolarmente svolte.

D.D.: Nel 2003 dopo le contestazioni alla guerra in Iraq, abbiamo cominciato a sentire la necessità di uno spazio capace di dar voce al dissenzo e allo stesso tempo di sviluppare nuove forme di socialità libere dagli schemi del profitto. Oggi, dopo innumerevoli ostacoli siamo diventati un progetto che raccoglie 22 associazioni (che si occupano di musica,teatro,cinema, sport libero,migranti,diritti umani,consumo critico ecc..) indipendenti e provenienti da esperienze molto diverse. Questa diversità ti contamina e ti aiuta a rimanere un soggetto aperto e capace di parlare a molti nonostante la radicalità delle posizioni espresse.

G.S.: Secondo voi qual'è la funzione oggi dei centri sociali in genere e
del vostro in particolare?
D.D.: La funzione di un centro sociale non dovrebbe essere quella di creare un "isola felice" ma piuttosto di dimostrare che è possibile una socialità non monetizzata, che esiste l'arte per l'arte e non solo per denaro e che solo attraverso quel tipo di socialità esiste il rispetto dell'altro.
G.S.: Che spese sostenete, come vi mantenete, ricevete contributi a vario
titolo?
D.D.: Il progetto rebeldia si autoalimenta con gli incassi delle serate e soprattutto col lavoro volontario di tutti noi.Ogni euro che entra viene investito nelle attività di questo posto.Trasformare un capannone abbandonato in un centro polifunzionale ha avuto ovviamente dei costi elevati e una manutenzione continua è necessaria se si vuole rendere il posto sempre più accogliente.
G.S.: Avete avuto problemi con il Comune e le forze dell'ordine rispetto allo
spazio che occupate?

D.D.: Il vero problema che abbiamo è l'assegnazione di un posto stabile che ci permetta di svolgere le nostre attività. Per questo sul nostro sito troverete un appello che spiega dettagliatamente la situazione; per il resto in passato qualcuno ha cercato di farci passare per problema di ordine pubblico ma la nostra forza è quella del consenso sociale (i bastoni lasciamoli a loro) quindi non ci sono mai riusciti.
G.S.: Da chi è frequentato il centro sociale? Gli universitari
frequentano il vostro centro sociale? In quali occasioni?

D.D.: Rebeldia non è uno spazio riservato ai ragazzi, la diversità di iniziative che ci sono qua dentro fa in modo che ci siano target di età molto differenti, dalla scuola elementare che ci fa lo spettacolo teatrale fino all'over sessanta che frequenta il corso di fotografia . Direi che le attività musicali del fine settimana sono una parte importante di questo posto ma solo una parte. Potete essere informati delle nostre attività su rebeldia.net o iscrivendovi alla newsletter.

giovedì 27 settembre 2007

Anche i portaborse sono "Schiavi moderni"

E' incredibile!

Come criticare ormai gli italiani che tutti i giorni evadono o eludono il fisco quando
i nostri dipendenti fanno la stessa identica cosa.

Neanche i loro uomini di maggior fiducia si degnano di trattare con dignità, ma è soprattutto la naturalezza con cui viene vissuta l'illegalità di questi rapporti che è imbarazzante.

mercoledì 26 settembre 2007

Il V-DAY...

Questo blog nasce sulla via di un evento unico nella storia:

il V-DAY o Vaffanculo Day

il giorno in cui un comico ... ma prima di dire altro citiamolo:

L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo
tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto
settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato
niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei
palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione
e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo